Dai campi attorno al monastero di Astino nascerà la Galletta dei 7 mais

Prime semine ad Astino e itinerari nelle zone coltive

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Data pubblicazione: 

06/06/2014
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La Galletta dei 7 mais che verrà prodotta con il raccolto di Astino
L’ex monastero nella bellissima conca della Val d’Astino che diventerà uno dei luoghi di pregio scelti da Expo

Expo…è adesso.
A meno di un anno dall’apertura, i progetti legati al tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita» entrano nella fase cruciale. La Bergamasca, grazie al protocollo Mais Expo Bergamo (Meb 2015), gioca la carta di «coltura e cultura del mais», sventolando con orgoglio la bandiera della polenta.
Quello che per troppo tempo è stato ritenuto un simbolo provinciale, è a tutti gli effetti un’identità forte, scientificamente supportata dall’Unità di Maiscoltura Cramac e dall’Osservatorio Cores dell’Università di Bergamo.
Come modello e paradigma è stato scelto il progetto legato al Mais spinato di Gandino, con 22 proposte operative che a vario livello puntano a valorizzare biodiversità, cooperazione internazionale, promozione territoriale, turistica ed enogastronomica. A supportare Meb 2015 ci sono Provincia e Comune di Bergamo, Fondazione Mia e Mia Valle Astino, Ufficio Missionario Diocesano, Celim, Comune di Gandino, Comunità del Mais spinato e Promoserio, più una serie di partner per progetti specifici. Il progetto di valorizzazione agroambientale del complesso di Astino (inserito fra questi grazie alla collaborazione con l’Orto Botanico) produrrà il mais necessario per una croccante novità integrale: la Galletta dei 7 mais. «Ad Astino – spiega Filippo Servalli che coordina i lavori del Meb ed è segretario del Network Antichi Mais – abbiamo la disponibilità di un’area coltiva di ben 45.000 metri quadrati. Metà di essi sono già stati seminati, con impollinazione libera all’insegna della biodiversità. Con il raccolto del prossimo autunno produrremo le Gallette integrali, ottenute da semi estrusi a caldo».
Il nuovo prodotto è stato ufficialmente presentato a Rovetta, terra del Mais rostrato che compone il «dream team» delle antiche varietà insieme a Biancoperla (Treviso), Spinato di Gandino, Marano (Vicenza), Scagliolo (Carenno, Lecco), Sponcio (Belluno) e Antichi mais piemontesi (Pignoleto, Ottofile e Nostrano). Alla Galletta si affianca la promozione di itinerari turistici nelle zone coltive, creati dagli studenti del Patronato San Vincenzo di Clusone. Il fronte su cui Meb 2015 è ora concentrato è quello dei fondi. Buone notizie sono già arrivate dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, che ha stanziato 7.000 euro per l’idea «Orto Botanico a Gandino», con colture presso antica Ciodera, nuovo parco della Casa di riposo e Giardino del Mais.
Fondazione Cariplo ha ammesso a contributo due progetti di cooperazione internazionale, che hanno un valore di oltre 100.000 euro. Il primo (con Celim Bergamo, Fratelli dell’Uomo e Aspen Cantù) sosterrà il recupero produttivo dei campi di Cotapachi (Bolivia) e dell’antico seme «amaranto». L’altro progetto riguarda il Senegal, dove la onlus Sunugal promuove la creazione di orti domestici. Sul fronte didattico da segnalare gli oltre 18.000 euro destinati dal bando Scuola 21 di Fondazione Cariplo alla proposta sulle biodiversità dell’Istituto Romero di Albino. «Da pochi giorni - conclude Servalli – abbiamo chiuso gli accordi per il progetto Comunità Resilienti, con impegni per circa 150.000 euro,finanziabili al 60% dal relativo bando Cariplo. L’idea è supportare le comunità (in questo caso la Val Gandino) che mostrano uno slancio innovativo e sostenibile rispetto alla crisi».
Anche il futuro… è adesso.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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