Al taglio del nastro le scuole del Melgotto

Gli istituti della Val Gandino saranno tra i primi a varcare i padiglioni dopo mesi di «libri&campi»

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Data pubblicazione: 

10/03/2015
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Una delle attività legate al mais che ha coinvolto le scuole della valle

Idealmente saranno al fianco dei potenti della Terra per tagliare il nastro di Expo Milano 2015. Fra le prime scolaresche che varcheranno, lunedì 4 maggio, l’ingresso ai padiglioni di Rho- Pero ci saranno (supportati dal progetto Pani e Pesci della Caritas) le scuole primarie di Gandino, Cazzano Sant’Andrea e Casnigo, forti delle attività che hanno coinvolto tutti nel progetto «Adottiamo il Melgotto», dal nome volgare con cui nel ‘600 fu distinto in Val Gandino quell’originale nuovo seme arrivato dalle Americhe.
Un progetto, formalmente presentato nell’ambito dei due bandi promossi dal ministero e dall’Ufficio scolastico regionale. Coinvolte anche le scuole di Leffe e Peia, che visiteranno Expo a fine maggio. «La visita a Milano – sottolinea Laura Pezzotta, che ha coordinato il lavoro dei docenti – è il coronamento di un progetto didattico articolato, che ha sprigionato in ogni modo sinergie positive con il territorio. Grazie alla Comunità del mais spinato sono state davvero innumerevoli le occasioni per fare “pratica e grammatica”, riscoprendo da un lato una tradizione contadina che era andata scemando e dall’altra i grandi valori che l’Esposizione universale propone sul tema della sostenibilità». Per i bambini il «ritorno alle origini» è partito dai campi circostanti la Cascina Parecia (dove furono isolati nel 2008 i semi originali che hanno ridato vita a coltura e cultura dello Spinato), dal mulino di Clemente Savoldelli oppure dalla tradizione di creare bamboline con le brattee (le foglie del mais), grazie alle lezioni di Ivan Moretti. «Già alla fine dello scorso anno scolastico – sottolinea Pezzotta – abbiamo coltivato piccoli campi in prossimità dei plessi scolastici, seguiti dai bambini anche durante le vacanze estive. Il raccolto e la scartocciatura hanno dato soddisfazioni impagabili».

Insegnanti internazionali
Per la coltivazione sono state seguite tecniche biointensive, secondo il metodo dell’americano John Jeavons che il 18 e 19 aprile sarà al centro di un corso internazionale proprio a Gandino, con docenti da Spagna e Messico. A scuola non sono mancati i disegni, le statuine del presepe, addirittura (a Casnigo) le acqueforti con il supporto dell’artista Luana Raia. Alle medie di Gandino il docente Angelo Morandi ha seguito un particolare laboratorio, che ha creato veri e propri video didattici sui temi forti di Expo 2015.
«Un elemento fondamentale – conferma Filippo Servalli, presidente della Comunità del mais spinato di Gandino – è stato il dialogo con i diversi attori della filiera del mais, a cominciare da artigiani e commercianti che hanno messo a disposizione dei ragazzi le proprie competenze e i propri laboratori. Le pannocchie cresciute a scuola sono diventate farina e poi polenta, frollini e torte. Queste ultime apprezzate anche dai compagni celiaci. La Valle sta riscoprendo una vocazione contadina, che unità all’imprenditorialità tipica dei nostri paesi può davvero aprire nuovi orizzonti».
Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, l’amico che ha guidato molte attività: Chicco Spinato, protagonista di un album di figurine e soprattutto del libro «Chicco Spinato alla conquista del mondo» (edizioni Sahel) nato dalla fantasia di Nadia Fornoni, con le illustrazioni di Nicoletta Cabrini e la collaborazione di Angela Sabella e Giulia Pasini. «Attraverso le brillanti lezioni alla Scuola alimentare del maestro Melgotto – spiega Fornoni – Chicco Spinato racconta ai bambini (e non solo) la storia del Mais Spinato, ma pone a portata di bambino i temi di Expo 2015».

Autore: 

Giambattista Gherardi

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