Polemica a Gandino «Troppe risorse ferme: abbassate le tasse»

Scontro in Consiglio, la minoranza attacca sulle somme dei residui passivi in bilancio
L’assessore: azioni prudenti, aliquote da rivedere

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28/05/2014
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L’ex Colonia del Monte Farno, di proprietà del Comune di Gandino

La riunione è finita alle due di notte, e nonostante l’ora tarda la discussione è rimasta serrata sino all’ultimo. Maxi seduta al Consiglio comunale di Gandino, dove lunedì 26 maggio erano in discussione ben 19 punti. Ad impegnare la maggioranza civica del sindaco Elio Castelli e la minoranza Uniti si cambia-Lega Nord è stato soprattutto il bilancio di previsione 2014, illustrato dall’assessore Maurizio Masinari.
Un documento che pareggia a 4.632.000 euro, ma che secondo la capogruppo leghista Pierina Bonomi presenta macroscopiche incongruenze.

Risorse e leva fiscale
Un’interpellanza dell’opposizione ha segnalato i «troppi residui passivi inutili, che bloccano risorse di cui il comune potrebbe disporre, evitando il ricorso alla leva fiscale dell’aumento delle tasse o con balzelli come il “Gratta e Sosta” per i parcheggi montani». I rilievi hanno inoltre riguardato lo stanziamento eccessivo per gli interessi sui mutui (223.000 euro, contro un assestato di 142.000), che dovrebbero invece decrescere con il passare degli anni.
L’assessore Masinari ha segnalato che dei 94 residui passivi in bilancio a fine 2012, ben 47 sono stati chiusi, mentre per altri 16 si tratta di cauzioni. «Ci sono anche pratiche legali aperte – ha detto Masinari – e impegni che intendiamo mantenere nella loro natura, realizzando i progetti per cui erano nati». Riguardo agli interessi la maggioranza (dopo una sospensione per consultazioni) ha spiegato come la linea amministrativa sia improntata alla prudenza delle previsioni (anche per alcuni tassi variabili) e alla certezza delle disponibilità, impegnandosi però a rivedere la previsione ed eventualmente dell’aurivedere al ribasso alcune aliquote. Alla fine il banco è però saltato (con il ritiro da parte della maggioranza della proposta di delibera) per l’ulteriore segnalazione del consigliere d’opposizione Marco Ongaro riguardo la relazione del revisore dei conti, con aliquote per Imu, Tasi e Iuc diverse da quelle approvate durante la seduta. Forse un errore «da copia incolla », comunque un inghippo da verificare che ha reso impossibile l’approvazione del punto, rispetto alla cui eventualità Pierina Bonomi ha minacciato segnalazioni agli organi di tutela.

L’ex Colonia del Monte Farno
Consensi bipartisan hanno ottenuto le relazioni delle Consulte di Barzizza e Cirano, degli Stranieri, della Scuola materna e della Casa di riposo, che ha annunciato i lavori per il nuovo parco. Scintille invece sulla mozione presentata da Marco Ongaro per la ex Colonia del Monte Farno. «È una proprietà comunale ferma da dieci anni – è stato il senso dell’intervento – e il Comune nulla ha fatto per portare avanti un progetto che la mia amministrazione (è stato sindaco dal 1993 al 2002 ndr) aveva già predisposto». «Nell’impossibilità di trovare argomenti veri – ha risposta il sindaco Castelli ricordando le tappe della vicenda – la mozione denota anche la più totale assenza di pudore.
La Colonia comprata nell’era Ongaro è costata ai gandinesi più di 900.000 euro, comprese le rate da oltre 60.000 euro annui che pagheremo sino al 2022. Un acquisto inutile e senza prospettiva, anche per enti specializzati che hanno analizzato studi di fattibilità . Un impegno che contribuisce all’impossibilità del Comune a contrarre mutui fino al 2017». Poi la provocatoria stoccata finale: «A lei che è un imprenditore propongo di costituire una società: il Comune ci mette l’immobile e lei l’investimento per rilanciarlo. Potrà investire i suoi soldi in quel bellissimo progetto di qui tanto parla, ma di cui in Comune non vi è traccia».

Autore: 

Giambattista Gherardi

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