Echi d'Organo 2007 - Concerto del 3 Novembre

Data pubblicazione: 

03/11/2007
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Titolo: Quam pulchrae sunt
Autore: Gasparo Pietragrua (sec. XVII)

Organo: Luigi Panzeri
Soprano: Donatella Bassani, Stefania Gruber

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Gli esecutori

L’Ensemble Sacri Concenti, formato da voci soliste e organo o strumenti costituisce un’espressione particolare del Coro da Camera Cappella Mauriziana di Milano. Sorto con l’intento di dedicarsi allo studio e all’interpretazione del repertorio polifonico vocale sacro e profano, rinascimentale e barocco, recupera l’antica prassi del “cantar nell’Organo”. Tale prassi prevedeva che alcuni scelti cantori fossero collocati sulla cantoria dell’organo, e interpretassero, ciascuno, una parte dell’ordito polifonico; spesso, ad essi erano affidate, in epoca seicentesca, le parti solistiche o i passaggi più virtuositici delle ampie composizioni nello stile “sinfonico” inaugurato dalla Nuova Prattica.

L'organo

Organo a trasmissione meccanica, costruito dai Bossi di Bergamo nel 1836. Lo strumento, collocato in cantoria a metà della navata in “cornu Evangelii” è racchiuso in cassa lignea di elegante fattura.
Prospetto di n. 19 canne in stagno, formanti tre cuspidi (7 - 5 - 7); bocche allineate a labbro superiore a mitria.
Tastiera di n. 50 tasti (DO1 – FA5) prima ottava scavezza; copertura tasti: in osso (diatonici) legno di noce/ebano (cromatici).
Pedaliera a leggio di n. 19 pedali; l’ultimo aziona il rollante ed il penultimo la terza mano.
Registri inseriti da manette ad incastro orizzontale disposte su doppia colonna a lato destro della tastiera.
Divisione tra Bassi e Soprani: DO#2 RE3.
Pedaloni: combinazione libera alla Lombarda e Ripieno.

La Chiesa

Costruita dall’omonima confraternita nel 1521, la Chiesa di San Giuseppe venne ampliata e abbellita nei secoli XVII, XVIII e XIX. Annesso alla chiesa vi era il collegio Giovanelli retto dalle suore terziarie. L’ancona dell’altare maggiore fu realizzata dai marmisti Manni, nella nicchia è esposto il gruppo statuario della Crocifissione. Nella chiesa si perpetua il culto di S. Francesco da Paola. Vi è conservato un raro Compianto sul Cristo morto, in terracotta policroma del XV secolo. Numerose tele di autore ignoto, databili tra il XVII e il XVIII secolo ornano le pareti, secondo il modello delle grandi quadrerie venete.

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