Echi d'Organo 2006 - Concerto del 18 Novembre - Brano 1

Data pubblicazione: 

18/11/2006
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Titolo: Grande marcia da Aida (trascrizione per organo di H. R. Shelley)
Autore: Giuseppe Verdi

Organo: Winjnand Van de Pol

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Gli esecutori

WIJNAND VAN DE POL
E’ nato in Alkmaar (NL) nel 1938. I suoi studi comprendono pianoforte, organo, clavicembalo, composizione e direzione. Dal 1957 vive in Italia dove si è diplomato in organo e composizione organistica al conservatorio di S.Cecilia a Roma nel 1962, sotto la guida di Fernando Germani. Ha seguito corsi di perfezionamento studiando con Helmuth Rilling, Alan Curtis, L.F. Tagliavini e André Marchal. E’ titolare della cattedra di organo presso il conservatorio di Perugia e, a Roma, organista e direttore del coro della chiesa Angelica Inglese ( dal 1960). Inoltre è ispettore onorario del Ministero per i Beni Culturali per la tutela ed il restauro degli organi dell’umbria. Ha dato concerti in tutti i paesi d’Europa, negli Satati Uniti e Canada. Svolge corsi estivi e “master-classes” ed è spesso invitato come membro della giuria in concorsi internazionali. E’ membro del comitato editoriale della rivista Arte Organaria e Organistica, edita dalla casa Carrara di Bergamo. Per la sua attività di direttore della musica ed organista nella chiesa Anglicana, la regina Elisabetta II, gli ha conferito il MBE (Membro Onorario dell’impero Britannico).

L'Organo

Organo a trasmissione meccanica, costruito da Adeodato Bossi-Urbani di Bergamo nel 1858. Lo strumento, collocato in cantoria in “cornu Evangelii” è racchiuso in elegante cassa lignea di pregevole fattura e posto in vano ricavato appositamente nel muro. Prospetto di n. 33 canne in stagno, formanti cinque cuspidi più due organetti morti (11 – 11) posti al di sopra di esse; bocche allineate a labbro superiore a mitria (seconda e quarta cuspide rialzate).
Due tastiere di n. 61 tasti (DO1 – DO6) in ebano (diatonici) e osso (cromatici). Pedaliera a leggio di n. 27 pedali (DO1 – RE3).
Estensione reale dei registri di pedale: DO1 – RE3.
Registri inseriti da manette ad incastro orizzontale disposte su doppia colonna a lato destro delle tastiere per il Grand’Organo e da pomoli disposti in unica fila a lato sinistro per l’Organo Eco.

La Chiesa

La trasformazione della Chiesa quattrocentesca iniziò nel 1623, su progetto di Paolo Micheli. Alla sua morte subentrò G.M. Bettera, al quale si deve la realizzazione della grande cupola ottagonale ultimata nel 1640. la chiesa fu consacrata nel 1654, ma i lavori di finitura proseguirono: vennero eretti 11 altari, ultimate le mostre in legno dei due organi, eseguita la decorazione pittorica, eretto il campanile a pianta esagonale, alto 77 metri. L’interno è ricco di opere di artisti provenienti da una vasta area italiana – tra cui S. Cantarini e P. Zimengoli – ed europea, attivi tra il XVII e XVIII sec. La basilica conserva opera di G. Cerruti, detto il Pitocchetto: i Profeti che si appoggiano agli archi e le grandi tele della natività e del transito della Vergine, nel presbiterio. Tra gli scultori si annoverano i Caniana, i Fantoni, i bresciani Carra, il tirolese Hillepront, i marmisti ticinesi Manni.

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