Tagliano il traguardo a Gandino i concerti nei musei della diocesi

Il chitarrista Antonio Aprile con un repertorio inedito in esecuzioni filologiche su strumenti d’epoca

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Data pubblicazione: 

15/08/2015
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Museo della Basilica di Gandino: la sala principale

Uno strumento d’autore, un concertista di fama e un contesto di indubbia suggestione.
Ci sono i presupposti per un bel dialogo fra musica e arte stasera alle 20.45 al Museo della Basilica di Gandino, dove è in programma l’annunciata serata conclusiva della rassegna «Concerti in mostra», promossa dalla Rete Musei della diocesi di Bergamo in collaborazione con Associazione Bergamo Chitarra.
Protagonista sarà il maestro catanese Antonio Aprile, che proporrà il concerto «La chitarra figurata», esibendosi con un raro strumento prodotto nel 1828 dal liutaio Giò Battista Fabbricatore. «L’idea – sottolinea Giacomo Parimbelli, direttore artistico della rassegna – è fare in modo che musica e contesto artistico possano dialogare con intensità, anche grazie all’utilizzo di strumenti originali che hanno peculiari caratteristiche. Fabbricatore fu certamente uno dei più importanti liutai attivi a Napoli tra la fine del ’700 e l’inizio del ’800». Fu editore oltre che costruttore di chitarre, create con cura sartoriale su modelli simili, ma mai uguali». Si trattava di strumenti più piccoli di quelli moderni, con corde di budello e la necessità di posture in piedi che avvicinavano la chitarra a violino e violoncello. Alla dinastia Fabbricatore si deve probabilmente l’invenzione della sesta corda.
Ad ospitare il concerto sarà il Museo della Basilica di Gandino (scrigno di ori, argenti, sete e merletti di inestimabile valore) e, in particolare, la Sala degli Arazzi, dominata dai manufatti realizzati nella seconda metà del ’500 da artisti fiamminghi. Ai visitatori sarà illustrato in particolare (stante la coincidenza con la festa dell’Assunta cui è dedicata la Basilica gandinese) il ciclo di sei arazzi con storie della vita di Maria realizzati da Cornelio ed Enrico Mattens a Bruxelles (1580), provenienti dal presbiterio della Basilica e donati dalla nobile famiglia Castello.
Il solista Antonio Aprile, chitarrista e compositore catanese, si è diplomato al conservatorio di Vibo Valentia sotto la guida di Stefano Magliaro. Si è occupato di prassi esecutiva romantica diplomandosi al conservatorio di Avellino in chitarra francese, conseguendo poi il titolo di studio accademico di secondo livello. Abbandonato lo strumento moderno si è dedicato alla ricerca, proponendo un repertorio inedito in esecuzioni filologiche su strumenti d’epoca. Nel corso della serata proporrà la «Sonata terza» e «Douze Petits morceaux caracteristiques» di Ferdinando Carulli (1770- 1841), cui faranno seguito le quattro sonate che compongono «Le Stagioni dell’anno» di Antonio Nava (1775-1826). Quest’ultima è una raccolta «a solo» entrata nella storia della musica, in quanto nel 1808 inaugurò il catalogo della Edizioni Ricordi. Le sonate erano dedicate dall’autore a Ferdianndo Sartirana di Breme, ciambellano di Napoleone.
La serata gandinese, curata da Silvio Tomasini, rettore del Museo, prevede anche letture espressive a tema mariano di Gabriella Gelmi. Ingresso libero.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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