L’oratorio si regala un nuovo logo per i suoi 110 anni

Nato il 2 dicembre 1906 su un terreno donato dalle «sciure Elie» è uno dei primi sorti in Diocesi
Nel 2007 il restyling. In un docufilm foto e interviste

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03/12/2016
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Il nuovo logo dell’oratorio
L’oratorio del Sacro Cuore visto dal campo interno

«Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici». C’è il senso di una storia che continua, allargandosi a nuovi orizzonti, nella citazione di Victor Hugo, utile a sottolineare i festeggiamenti in programma domani a Gandino per i 110 anni dell’oratorio Sacro Cuore. Agli inizi del secolo scorso, l’oratorio di Gandino fu uno dei primissimi sorti in Diocesi, preceduto soltanto da quello dell’Immacolata in Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo (1904) e Clusone (1905). «Una storia ultracentenaria – sottolinea don Marco Giganti, curato dal 2015 e vicario interparrocchiale di Gandino, Barzizza e Cirano – fatta di tantissimi volti e storie, con centinaia di laici e decine di sacerdoti che hanno reso straordinario questo luogo. C’è storia nell’educare alla fede i ragazzi, nello sport, nella cultura attraverso il cinema e il teatro, nell’educazione del cortile».

L’oratorio di Gandino nacque ufficialmente il 2 dicembre 1906, quando il vescovo di Bergamo Radini Tedeschi, nell’ambito della visita pastorale, celebrò la Messa in basilica, dato che la chiesa in oratorio fu realizzata soltanto fra il 1910 e il 1911. Il progetto partì nel 1904, grazie a don Giovanni Bonzi, allora vicario parrocchiale, che propose a monsignor Andrea Alberti, prevosto, di realizzare la nuova opera. Alcuni documenti d’epoca parlano di «Ricreatorio» e la prima pietra fu benedetta il 25 marzo 1905 da monsignor Signori, vicario generale del vescovo. La struttura iniziale (circa 1.000 metri quadrati) sorse su un terreno donato dalle sorelle Maria e Rosa Caccia, note a Gandino come «le sciure Elie».

Negli anni la struttura è stata modificata e ampliata, con lavori rilevanti nel 1956. Il 29 febbraio 2000 un furioso incendio devastò l’oratorio e in particolare il cineteatro Loverini. La nuova attuale struttura, radicalmente rinnovata in ogni parte con un impegno di oltre 4 milioni di euro, fu inaugurata il 12 maggio 2007 dal vescovo Roberto Amadei.

La neonata équipe

A organizzare i festeggiamenti per l’importante compleanno è stata in particolare la neocostituita Équipe Educativa formatasi in oratorio nel segno della corresponsabilità educativa. Oltre al parroco don Innocente Chiodi e al curato don Marco Giganti, ne fanno parte Davide Aresi, Silvia Bosio, Manuela Loglio, Dylan Moroni e Mario Canali. «Abbiamo provveduto anche al restyling del nostro logo – spiega don Marco – grazie alla consulenza dell’ideatore originale Francesco Berbenni. Abbiamo inoltre raccolto immagini di ieri e di oggi in un docufilm che comprende le interviste agli ex curati ancora viventi. Sarà in vendita per le famiglie a partire da domenica (domani, ndr)».

Nel «palmares» dei curati ci sono sacerdoti particolarmente cari alla comunità e alla Diocesi: basti pensare a monsignor Francesco Ghilardi (a Gandino per 71 anni, morto nel 2004), a monsignor Eugenio Coter (oggi vescovo in Bolivia) e a monsignor Davide Pelucchi, oggi vicario generale della Diocesi. Il programma Proprio monsignor Pelucchi presiederà la Messa solenne di domani alle 10,30, cui farà seguito il pranzo festoso per tutti i volontari preparato dai giovani dell’Operazione Mato Grosso. Alle 15 nel Cinema Teatro Loverini verrà proiettato il video «Oratorio… che storia!», poi in vendita per tutte le famiglie. La giornata si concluderà con l’intervento di Johnny Dotti, pedagogista ed imprenditore sociale, fondatore della Rete Cgm fra imprese sociali che si basa su qualità e prossimità.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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