La bellezza della diversità

In oltre 200 alla cena che ha chiuso l’incontro interculturale organizzato dalle sette parrocchie del vicariato

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19/01/2016
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Un momento della cena, con i piatti dal mondo

Anche il cibo e la musica possono unire, nella certezza che «lavorando a piccoli progetti si creano dialogo e buone pratiche e si evita quel “noi-loro” che spesso divide italiani e stranieri ».
Si è ripetuto all’oratorio di Peia, in occasione della Giornata mondiale dei Migranti, l’incontro interculturale organizzato dalle sette parrocchie del vicariato Val Gandino. È un appuntamento centrale fra le attività di integrazione e molto atteso dagli stranieri che vivono a Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano Sant’Andrea e Peia, quale occasione di riflessione, ma anche momento ricreativo.
Al centro dell’attenzione, l’attività della Consulta degli stranieri del Comune di Gandino, nata nel 2004. Ad introdurne natura pionieristica e scopi è stato Paolo Tomasini, assessore ai Servizi sociali, che ha sottolineato la partecipazione attiva e il dialogo siano utili antidoti «contro localismi sempre più lontani dalla realtà di un mondo che cambia».
A proporre un’ampia relazione sulle attività svolte dalla Consulta è stato il presidente Jean Marie Mendy, originario del Senegal, affiancato dal consigliere Abdessamad Lamhanchi. «Abbiamo lavorato – hanno spiegato – ad attività concrete come il corso d’italiano, indirizzato alle donne, incontri per la sicurezza domestica, rapporti con il mondo della scuola, occasioni ricreative. Riceviamo segni di accoglienza incoraggianti e faremo sempre in modo di ricambiare».
Particolarmente appassionato l’intervento di Eugenio Torrese, direttore dell’Agenzia per l’Integrazione, nata nel 2002 per volere di Comune e Provincia di Bergamo, Caritas diocesana, Nuovo Albergo Popolare e Cooperativa Migrantes. «L’esperienza della Val Gandino ha aspetti di eccezionalità, per concretezza e durata dell’impegno. Lavorando a piccoli progetti si creano dialogo e buone pratiche e si evita quel “noi-loro” che spesso divide italiani e stranieri, ma anche, fra loro, le diverse etnie. Viviamo un contesto mediatico estremamente critico, con un clima ostile che bolla l’integrazione come inutile buonismo. Dobbiamo cambiare modelli di pensiero vecchi». Andrea Parolini, della Caritas Val Gandino, ha sottolineato l’importante appuntamento del 2017, quando la Consulta organizzerà le elezioni per rinnovare i propri membri, mentre Giancarlo Domenghini ha portato il saluto dell’Ufficio per la pastorale dei Migranti della Diocesi.
Nel saluto conclusivo il vicario locale don Corrado Capitanio ha sottolineato come sia essenziale «vedere nei migranti delle persone con istanze e ricchezze e non semplicemente un’emergenza da cui prendere le distanze ». In chiusura, fra gli interventi del folto pubblico presente, è arrivato quello applaudito di un adolescente magrebino: «Siamo tutti diversi, e questo è bellissimo. La diversità ci rende davvero tutti uguali».
La serata si è chiusa nell’ampio salone dell’oratorio, con circa 200 commensali impegnati a degustare specialità locali, marocchine e senegalesi, ma anche Empanadas del Guatemala e bevande esotiche. Presenti anche alcune richiedenti asilo della Nigeria, ospiti a Gandino nel convento delle Orsoline. È stato proiettato un documentario relativo alle bellezze di Marocco e Senegal, mentre i ragazzi hanno replicato in sala un antico gioco di piazza in uso a Marrakech.

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