In secula, Gandino rivive la storia e fa il pieno di emozioni

«In Secula». La rievocazione, con 210 figuranti, ha incantato il pubblico
In scena la visita del viceré lombardo veneto e la nascita delle Orsoline

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02/07/2017
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Figuranti in costumi d’epoca per la rievocazione storica «In Secula» a Gandino
Anche lo spettacolo pirotecnico, in chiusura della manifestazione, è stato un momento molto apprezzato

Temperature poco estive ieri sera a Gandino, ma a scaldare gli animi dei moltissimi spettatori ci hanno pensato i circa 210 figuranti che hanno messo in scena l’ottava edizione di «In Secula », la rievocazione storica che ha avuto come palcoscenico la splendida cornice del sagrato della basilica di Santa Maria Assunta.

Temi di quest’anno la visita del viceré del regno lombardo veneto, Giuseppe Ranieri d’Asburgo Lorena, avvenuta nel 1831, ed il bicentenario della fondazione dell’Istituto delle Suore Orsoline di Gandino nel 1818. Il tempo sembrava essersi fermato e si respirava aria di Ottocento a Gandino, con costumi e scenografie che rispecchiavano perfettamente quelle dell’epoca. Due voci narranti hanno fatto da sottofondo alle diverse comparse in scena, che hanno ripercorso le tappe più salienti della vita di don Francesco Della Madonna, prevosto gandinese, che fondò l’Istituto delle suore Orsoline, presenti oggi in tutti i continenti del mondo, e riproposto la storica visita del viceré Giuseppe Ranieri d’Asburgo Lorena il 30 agosto 1831.

Anche le suore Orsoline hanno preso parte alla rappresentazione: sono entrate in scena cantando e interpretando le prime 19 suore che aderirono all’ordine. Passione ed emozioni Un’ora circa di puro spettacolo, con i canti della corale «Madonna d’Erbia» che hanno accompagnato la rappresentazione. Tanta passione ed anche un pizzico di emozione erano palpabili sui visi degli attori in scena: adulti, ma anche molti bambini, tra i quali uno con pochi mesi di vita, hanno preso parte alla rievocazione, che si tiene solo nelle annate dispari, indossando splendidi abiti dell’epoca confezionati con cura da un team di sarte del paese.

I copioni sono invece stati redatti da un’équipe storica, composta dal professor Pietro Gelmi, da suor Melania Balini e da Dolores Torri, che li hanno stilati dopo un’attenta e accurata analisi di documenti di quegli anni. Un evento molto atteso in paese, ed anche di fuori dei confini, che richiama centinaia e centinaia di spettatori, che si assiepano ai lati del bellissimo «teatro naturale» offerto dalla piazza antistante la basilica.

Sono stati messi in scena anche antichi mestieri dell’epoca come la filatura ed anche animali, tra i quali due cavalli, sono stati tra i protagonisti della rappresentazione. Stupore quando all’improvviso, in chiusura, ha preso vita uno spettacolo pirotecnico.

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