I dossi e i marciapiedi di Gandino

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Data pubblicazione: 

23/10/2009
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Dal capogruppo della Lega Nord ed ex sindaco Marco Ongaro ci arriva questo intervento.
Nella prima parte ripeteva quanto pubblicato in una lettera pubblicata sul numero scorso (“Togliete quei dossi dalla Via Agro: non sono a norma” – pag. 38-39) e quindi tralasciamo questa parte tecnica dandola per acquisita. L’intervento di Marco Ongaro quindi parte da questa premessa che omettiamo.

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Egregio Direttore. Da quanto si evince, i dossi a Gandino non sono conformi alla normativa citata, tuttora in vigore (C.d.S. e regolamento attuativo). I problemi riscontrati per l’istallazione dei dossi di questo tipo posti su via Ca’ dell’Agro e incrocio di vie Cav. Vittorio Veneto/Milano, e le relative conseguenze sono: urti agli spoiler ed alle coppe dell’olio delle autovetture anche a velocità inferiore ai 30 km/h; aggravio annuale sulle sospensioni di ciascun veicolo; verificarsi di tamponamenti a seguito anche di una minima distrazione; impennata di biciclette e motocicli seguita a probabile caduta; i mezzi di soccorso non si trovano nella condizione di sacrificare il loro tempo prezioso; la decelerazione e la seguente accelerazione dei veicoli, spesso brusca per cercare di recuperare il tempo perduto, è causa di aumento di inquinamento; senza contare che l’intasamento e il ristagno di acqua, dovuto alle piogge, provoca, al passaggio delle auto, il dilavamento dei pedoni che transitano sui marciapiedi attigui.
La Lega Nord non è contraria, in via di principio, alla realizzazione di dossi sul territorio comunale: là dove servono e con altezze che rispettino la normativa nazionale vigente (non sotto i pressanti consigli di cittadini). Cosa che a Gandino non è avvenuta. Di contro dobbiamo nuovamente riscontrare, come è consuetudine, una pittoresca, quanto naif, molto elementare gestione della macchina comunale. Polizia Locale. A Gandino possiamo tranquillamente affermare che sul territorio non esiste alcun controllo. Lo dimostra l’installazione dei dossi.
La maggioranza ha preferito pagare una enorme cifra per una opera non conforme alla normativa, anziché, a priori, avviare iniziative volte al controllo del rispetto dei limiti di velocità impiegando gli agenti di Polizia Locale gandinesi, il tanto decantato NUOVO CONSORZIO DEI VIGILI con i comuni di Colzate, Peia e Casnigo, le strumentazioni (Radio-Autovelox-ecc.) che, stando all’assessore al Bilancio Colombi, sarebbero state acquistate con contributi a fondo perduto della Regione. Purtroppo gli agenti sono impiegati, dall’amministrazione, a fare sanzioni per divieto di sosta, fotocopie, ordinanze, controllare abusi edilizi, ecc. anziché il controllo del territorio. Gli agenti del CONSORZIO si vedono solo in occasione della Fiera di S. Giuseppe
Per quanto riguarda le strumentazioni, presupponiamo che la Regione, se non ha finanziato ancora nulla, si sia accorta che il CONSORZIO non sia molto affidabile. Politiche giovanili. Occorre intraprendere un percorso formativo per gli alunni e studenti (come già avviene in numerosissimi paesi), o meglio un “progetto” termine tanto a cuore dell’assessore Servalli, nel quale i nostri piccoli concittadini imparino a farsi rispettare sulle strisce pedonali, dotandoli di apposita paletta con il segnale di STOP, da usare sugli attraversamenti, seguendo le indicazioni precedentemente impartite dagli agenti di Polizia Locale. Questa diffusissima iniziativa servirebbe a modificare le norme comportamentali degli automobilisti “inculcando” loro, inconsciamente, il messaggio che il pedone sulle strisce ha la precedenza e va pertanto rispettato.
Oltre a non proporre alcuna iniziativa di alcun tipo, per il mondo giovanile, l’attuale amministrazione è impegnata al sostegno esclusivo delle varie “feste della luna”, moto concerti e altri incontri presso la colonia del Monte Farno, alcune delle quali propongono alla nostra gioventù incontri a base di alcolici e super alcolici. Per non parlare del Piedibus. Questa iniziativa è nata inizialmente nelle città provviste di marciapiedi a norma (150 cm) nelle quali gli amministratori avevano espresso l’intenzione di ridurre la dipendenza dai mezzi pubblici: per diminuire i costi del trasporto alunni nelle città, per favorire una naturale attività motoria dei ragazzi ed, infine, per fare vivere direttamente ai piccoli cittadini la propria città.
Replicato in moltissime realtà comunali minori, il Piedibus ha riscosso un notevole successo in particolar modo perché vi era la presenza di marciapiedi. Scimmiottata anche a Gandino, dall’Assessore Servalli, questa iniziativa viene sviluppata sulla sede stradale in quanto a Gandino esistono pochissimi marciapiedi e la maggior parte non sono a norma <150cm. Risultato, forte rischio per i nostri ragazzi e per gli accompagnatori un’enorme responsabilità in mancanza di copertura assicurativa da noi sottolineata già parecchi anni fa’. Marciapiedi. Con la delibera di G.C. n. 5 del 10/01/2002 l’amministrazione della Lega Nord, approvando il Programma Opere Pubbliche del 2002 aveva stanziato la somma di 400 milioni di vecchie lire per iniziare la prima tranche della realizzazione di marciapiedi in Via Milano e Via Agro: cioè le due strade più pericolose di Gandino per dimensioni di traffico e per concentrazione di servizi (in genere) quindi di frequenza di pedoni.
Purtroppo con l’avvento della 1ª amministrazione Maccari, in seguito all’enfasi dei risultati elettorali del 2002, i nuovi “talebani” gandinesi della maggioranza di centro sinistra, portando avanti le loro belligeranti intenzioni demolitrici scaturite da promesse elettorali, procedevano a tabula rasa: chiusura della Concossola e delle Fondazioni, via tutti dal Consorzio di Polizia Locale, annullare i progetti della strada del Farno, della palestra e tutti i programmi della LEGA anche se validi. Tra le opere eliminate, guarda caso, anche i marciapiedi in via Agro e via Milano.
Appreso direttamente dalle parole del sindaco Maccari, durante il consiglio comunale del 14 ottobre a seguito di una nostra interpellanza, che il comune di Gandino non ha seguito il dettato del Codice della strada, bensì ha applicato “linee guida” per la realizzazione di strade e isole pedonali, probabilmente recuperate in fotocopia da qualche rivista del settore, ci vediamo costretti a segnalare questo increscioso episodio alla Polizia Stradale, Vigili del Fuoco e Procura competente, per mancato rispetto della normativa nazionale.
 

Autore: 

Marco Ongaro

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