Gandino, lavori al via alla caserma dell’Arma

L’intervento è atteso da vent’anni. Si parte con i box grazie a Comunità montana e Bim

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01/11/2016
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La caserma dei carabinieri di Gandino in via San Giovanni Bosco

Se ne parla ormai da una ventina d’anni, ma finalmente dalle parole si passa ai fatti. Verrà aperto nelle prossime settimane a Gandino il cantiere per i lavori di ristrutturazione della caserma carabinieri di via San Giovanni Bosco, che ha giurisdizione sui territori di Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano S.Andrea e Peia, con una popolazione complessiva di oltre 16.700 abitanti. Alla base dell’importante e atteso passo avanti c’è uno stanziamento di 130.000 euro da parte della Comunità Montana Valle Seriana, nell’ambito delle disponibilità generate dall’avanzo di bilancio, cui si aggiungono i 250.000 euro previsti dalla ripartizione dei contributi del Consorzio bacini imbriferi montani (Bim) approvata lo scorso maggio dall’ente vallare e confermati nelle ultime settimane.

«La necessità di dare all’Arma dei carabinieri un’idonea sede operativa in Val Gandino è da anni fra le preoccupazioni dei nostri Comuni – conferma il sindaco di Gandino Elio Castelli – e devodire che finalmente possiamo lavorare su una disponibilità concreta di fondi, che seppur in lotti successivi consente di aprire il cantiere». Le vicessitudini amministrative riguardo la caserma di Gandino (che comprende oltre agli spazi di servizio anche gli alloggi dei militari) risalgano addirittura alla fine degli anni Novanta, quando l’amministrazione gandinese, allora presieduta dal leghista Marco Ongaro (oggi capogruppo d’opposizione) avviò verso l’Arma una procedura di sfratto (lo stabile è di proprietà comunale), a seguito del mancato pagamento di quote d’affitto da parte del Viminale.

La successiva amministrazione guidata dal sindaco Gustavo Maccari, in carica dal 2002 al 2012 a capo di una lista civica, lavorò invece all’ipotesi di costruire una nuova caserma, siglando nel 2005 una convenzione fra i Comuni, che impegnava Gandino ad acquistare il terreno (non lontano dall’attuale sede) e a redigere il progetto e gli altri Comuni a contribuire in maniera proporzionale ad un mutuo di circa 1.200.000 euro per sostenere i lavori. I tagli agli enti locali e le ristrettezze della congiuntura economica hanno visto accantonata l’ipotesi ed i Comuni hanno riconsiderato l’idea di intervenire sullo stabile attuale, con una radicale ristrutturazione. «Il progetto complessivo – spiega Castelli – ammonta complessivamente a 750.000 euro. In prima battuta, grazie ai 130.000 euro stanziati dalla Comunità Montana, interverremo sulla zona dei box interrati, per la quale le opere sono estremamente urgenti. Nel 2017, con i 250.000 euro di stanziamento del Bim, porteremo avanti un’ulteriore e sostanzioso lotto, che determineremo nei particolari lavorando di concerto, come avvenuto in questi anni, con il capitano Diego Lasagni (comandante della compagnia di Clusone) ed il comando generale dell’Arma ».

All’appello mancheranno poi circa 370.000 euro per i quali non è escluso un impegno congiunto dei cinque Comuni della Valle.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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