«Anime», il viaggio di Parolini finisce con il «Trichierotauro»

Un’enorme scultura ossea collocata nella Buca del Corno, a simboleggiare l’Inferno. 
Sequel inatteso di Gandino

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16/11/2016
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«Trichierotauro», opera di Ivano Parolini, scultura ossea alta 2,5 metri

Un sequel inatteso, a completare un progetto artistico articolato e per certi versi sorprendente. Dopo l’installazione «Anime, il viaggio verso l’eterno », presentata nella basilica di Gandino il 5 novembre, l’artista Ivano Parolini annuncia una nuova performance per rappresentare «il viaggio delle anime dopo la morte».

o scenario è in questo caso la Buca del Corno di Entratico, che si sviluppa con le sue diramazioni per 385 metri nei calcari del periodo giurassico. Parolini ha creato un’enorme scultura ossea denominata «Trichierotauro»: un’altezza di circa 2,50 metri, un’apertura alare di oltre 7 metri ed un’estensione vicina ai 5 metri. È formata da ossa di toro, cavallo, capra, cinghiale, muflone, struzzo, asino e pecora ed è frutto di un lavoro manuale che per mesi ha impegnato l’artista a recuperare parti di animali morti (ed evidentemente non uccisi allo scopo).

«Nella basilica gandinese - spiega Parolini - era stato celebrato il Paradiso, grazie ai palloncini luminosi e al suggestivo contesto della volta celestiale. Qui la riflessione si sposta sul ritrovamento delle anime che, nel loro viaggio, non hanno ricevuto la salvezza e arrivano all’Inferno. Ad attenderle c’è la personificazione del demonio rappresentata dalla scultura, che trova molteplici riferimenti iconografici nell’opera letteraria di Dante e nella mitologia classica. Fra i riferimenti artistici cui ho attinto ci sono i temi cari all’iconografia sacra, ma anche l’opera contemporanea di William Blake e il “Giudizio Universale” dipinto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova».

«Anime» è un’ulteriore tappa nel percorso di Parolini, teso a trovare sulla tela e nei contesti espositivi le risposte all’umano sentire. Protagonista di importanti rassegne italiane ed estere, nel 2014 con il progetto«Beauties » ha esposto allo Spazio Rosso Tiziano di Piacenza, mentre nel 2015 dopo una performance ad Expo, un suo libro illustrato è stato presentato a Londra. Quest’anno ha realizzato l’installazione «Relitti» nella colonia Sciesopoli a Selvino, ricordando il dolore lacerante della Shoah e la speranza di centinaia di bimbi ebrei. In basilica a Gandino è tuttora esposto il grande «Crocifisso » che dal 3 novembre ha sostituito la pala dell’altare maggiore opera di Ponziano Loverini, già direttore dell’Accademia Carrara e gandinese di nascita come Parolini. Il giovane artista, 39 anni, propone ora un ulteriore approfondimento del tema dell’aldilà, evitando nel bene del Paradiso e nel male dell’Inferno, qualsiasi banalità formale. «Vicino alla scultura - spiega l’artista che vive ad Orezzo di Gazzaniga - a diverse altezze, sono posizionati alcuni palloncini rossi, con inserita una luce led rossa; il sottofondo musicale propone (in ideale continuità con il concerto tenutosi in Basilica a Gandino) suoni di temporale e rumori ultraterreni». Fra gli effetti audio sono ben riconoscibili anche urla di maiali prima del macello. Urla che arrivano dal vissuto dell’artista, che per lavoro ha vissuto direttamente questa esperienza.

Ingresso: sabato e domenica dalle 9,30 alle 12 e dalle 14 alle 16. Replica il 26 e 27 novembre con gli stessi orari.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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