Sulle note di Dallara è iniziato il viaggio del treno terapeutico

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Sulle note di Dallara è iniziato il viaggio del treno terapeutico

Per gli ospiti della Fondazione Cecilia Caccia del Negro.
Struttura finanziata con l’aiuto di aziende e benefattori

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Data pubblicazione: 

14/03/2016
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Il taglio del nastro al «Treno»

«Tu sei romantica, amica delle nuvole...». Le parole del successo canoro con cui Tony Dallara ha vinto il Festival di Sanremo 1960 sono echeggiate a Gandino nelle sale della Fondazione Cecilia Caccia del Negro e idealmente dedicate alla carrozza ferroviaria «terapeutica » inaugurata al primo piano della struttura riservata agli anziani. Il cantante era l’ospite d’onore al taglio del nastro, affidato a Giancarlo Nodari, presidente della Fondazione.
Il «Treno terapeutico» è la ricostruzione, fedele in ogni particolare, di uno scompartimento ferroviario, con un finestrino «multimediale» che attraverso le immagini simula veri e propri viaggi. A fare gli onori di casa è stato il responsabile del servizio animazione Pino Servalli, cui il presidente ha riconosciuto la primogenitura dell’idea. Il senso terapeutico del progetto, nato grazie alla convenzione con il Dipartimento Design del Politecnico di Milano, è stato illustrato da Fulvio Menghini, medico nella Fondazione. «Ai nostri nonni non vogliamo dare un’illusione – ha sottolineato – ma regalare un’emozione, che dia serenità e consenta di ridurre le terapie farmacologiche».
Nodari ha ricordo il lavoro progettuale di Alessandro Biamonti e la consulenza di Ivo Cilesi, sottolineando lo slancio generoso con cui aziende (in primis la Edilizia Interna di Renato Nodari), volontari, cittadini e dipendenti della Fondazione hanno finanziato i circa 40 mila euro di spesa. Il sindaco Elio Castelli ha ricordato le parole del musicista Ezio Bosso al recente Festival di Sanremo. Dopo la benedizione del parroco don Innocente Chiodi, ospiti e presenti hanno potuto visitare il treno, dotato di sala d’aspetto e biglietteria.
Unanimi i consensi e palpabile l’entusiasmo per una realtà come la Fondazione, che anche grazie al parco inaugurato di recente, è sempre più vicina alla solidarietà dei gandinesi.

Autore: 

Giambattista Gherardi

Autore: 

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