Sette eccellenze alimentari. Patto a difesa del territorio

Titolo: 

Sette eccellenze alimentari. Patto a difesa del territorio

L’accordo. Nella rete anche il Mais Spinato di Gandino, lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche e lo «Storico ribelle» prodotto in alta Val Brembana

Pubblicato da: 

|

Data pubblicazione: 

10/10/2016
|

Letture: 

557
Lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche

Galeotto fu un libro, ma soprattutto l’amore condiviso per le tipicità, uniche e inimitabili del proprio territorio.
Si è ufficialmente costituita, e muove decisa i primi passi nella tutela e promozione di prodotti locali e sostenibili, la rete «I territori del cibo», che unisce sette eccellenze agroalimentari lombarde, fra cui due della Bergamasca: il Mais Spinato di Gandino, lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche (valli Brembana e Imagna, uno dei formaggi principi delle Orobie) e un terzo, il formaggio «Storico ribelle» che ha la sua sede a Gerola Alta, in provincia di Sondrio, ma si produce anche in alta Val Brembana ( pure questo tra i formaggi principi delle Orobie).
Tutto è nato grazie al volume «Cibo e identità locale» di Michele Corti (docente di zootecnia montana), Sergio De La Pierre e Stella Agostini, edito dal Centro studi Valle Imagna lo scorso anno, nel quale le varie realtà sono state analizzate quali modelli di sviluppo, con relativi punti di forza ed elementi di criticità. Oltre al progetto d’eccellenza del Mais Spinato (reduce dalla recente trasferta a Torino per il Salone internazionale del Gusto di Slow Food, dove è stata presentata la Rete italiana dei mais locali) e a quello legato allo Stracchino all’antica (con centro a Corna Imagna), a far parte de «I Territori del Cibo» ci sono, quindi, lo «Storico ribelle» di Gerola Alta, (l’ex Bitto Storico), il grano saraceno di Teglio, capitale dei pizzoccheri, l’asparago rosa dei brianzoli di Mezzago e il vigneto urbano Capretti di Brescia (il più grande d’Europa).
Il «posto a tavola», rispetto ai casi analizzati dal libro, è stato aggiunto per l’Ecomuseo di Nova Milanese, dove si è ripresa la coltivazione del mais Maranello, ingrediente base del «pan giàlt», un pane di mistura con farina di segale e di mais. «Si tratta – sottolinea Michele Corti – di esperienze di valorizzazione di produzioni radicate nella memoria collettiva in funzione non di rievocazioni nostalgiche o piccoli business, ma di una tensione alla rigenerazione comunitaria. Si punta su un risveglio culturale, ma anche su iniziative di aggregazione, senza disdegnare le occasioni di nuova economia, attraverso l’attivazione di circuiti locali e proposte di turismo dolce. Si tratta, innanzitutto e soprattutto, di comunità vive, dinamiche, gioiose e coinvolgenti».
Il 6 marzo, a Gandino, in occasione della stesura del manifesto fondativo, i territori si sono orgogliosamente definiti «i magnifici sette». «L’intento della rete - spiega Sergio De La Pierre - è dare avvio a un percorso di riconoscimento e visibilità di queste realtà locali. Non parliamo solo di cibo, ma anche e soprattutto di territorio e di relazioni». Della rete fanno (e faranno) parte, secondo la definizione del manifesto istitutivo «prodotti legati all’identità comunitaria, alla memoria storica e alla capacità dei soggetti locali, istituzionali e no, di cooperare a una rigenerazione sociale, culturale e territoriale complessa ».
È possibile un allargamento della rete, all’interno dei confini lombardi, purché venga essenzialmente condiviso l’utilizzo di metodi tradizionali e autentici nella produzione artigianali dei prodotti agro-alimentari locali. «Le comunità aderenti - sottolinea Antonio Rottigni della Comunità del Mais Spinato - hanno confermato apertura e inclusività verso tutte le situazioni della Lombardia protese a una rinascita multidimensionale (economica, politica, sociale, culturale, di recupero della memoria storica), partendo dalla valorizzazione sociale di uno o più prodotti agro-alimentari locali». A livello concreto si prevedono co-presenze dei diversi territori in occasione di feste, sagre e fiere, la promozione di seminari a tema, e momenti di conoscenza e racconto. «Non avremo una sede centrale - conclude De La Pierre - ma gli incontri avverranno a rotazione nelle diverse località compongono la rete».
Nei prossimi giorni sarà attivo anche il sito web «www.iterritoridelcibo.it».

Autore: 

Giambattista Gherardi

Autore: 

webmaster
|