Scontro in partita, ferito un giocatore Volano minacce: chiamati i carabinieri

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Scontro in partita, ferito un giocatore Volano minacce: chiamati i carabinieri

Brutto intervento su un calciatore della Gandinese: fratturata una gamba 
Presidio di tifosi davanti allo spogliatoio dell’Alzanese. Episodio condannato dalle società

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Data pubblicazione: 

07/02/2016
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L’ambulanza in campo a Gandino per soccorrere un calciatore della squadra locale

Un brutto episodio, che con lo sport ha poco a che vedere. Ambulanza in campo e carabinieri all’uscita degli spogliatoi ieri al campo comunale di Gandino, dove un finale già scritto (padroni di casa della Gandinese in vantaggio per 3-0 sull’Oratorio Alzanese nel campionato di terza categoria) si è trasformato in un fatto di cronaca.
Tutto è avvenuto a tre minuti dal termine, quando un giocatore della Gandinese è stato vittima di un pesante fallo da parte di un ventitreenne difensore avversario. L’impatto è stato molto violento, al punto che l’intera tribuna, gremita di spettatori, ha udito distintamente un rumore sordo e purtroppo premonitore. Il ventenne locale in maglia rossonera ha infatti riportato la frattura di una gamba, con immediata allerta al 112, che ha fatto giungere in campo un’ambulanza della Croce Verde di Colzate e un’automedica. Il calciatore dell’Alzano è stato immediatamente espulso dal campo e tutto sembrava poter finire in un parapiglia tutto sommato ordinario.
A far alzare la tensione, sarebbe stata invece un’invettiva del calciatore dell’Oratorio Alzanese autore del fallo, che avrebbe rivendicato volontarietà e premeditazione del fallo. Difficile comprendere se tutto abbia avuto origine in uno scontro precedente (il calciatore della Gandinese era entrato in campo da pochi minuti) o addirittura per ruggini maturate in occasione dell’incontro di andata, quando un calciatore di Alzano ci rimise un dente. La partita è rimasta ferma per una quarantina di minuti, poi si è conclusa con la disputa accademica dei tre minuti residui.
La tensione è rimasta palpabile negli spogliatoi, all’esterno dei quali si è formata una piccola folla che minacciava ritorsioni contro l’autore del fallo. Valutata come impraticabile l’uscita da un cancello secondario, sono stati i dirigenti locali (in particolare il presidente Francesco Castelli e il suo vice Giorgio Robecchi) ad adoperarsi per sedare gli animi. L’arrivo di una pattuglia dei carabinieri ha definitivamente calmato le acque, e le rimostranze si sono limitate a invettive verbali al momento dell’uscita del team di Alzano.
«Non può capitare – ha sottolineato Castelli in un post su Facebook – che il gesto che provoca un infortunio così grave sia premeditato e volontario. Ciò che è successo oggi non c’entra proprio niente con lo sport e con il divertimento». Parole in totale sintonia con quelle dell’omologo di Alzano, Ilvo Bonasio, che non era a Gandino e che ha contattato subito i dirigenti rossoneri. «Sono molto dispiaciuto, queste cose non devono accadere. Chiederò spiegazioni al ragazzo, autore di un fallo ingiustificabile. Sentiti gli altri dirigenti, procederemo a una sospensione per il nostro atleta, che mai prima aveva dato segnali di particolare violenza. Facciamo tanta fatica e dedichiamo tante energie perché questi ragazzi possano divertirsi e farci divertire: quanto accaduto non soddisfa nessuna delle due condizioni ». Ai post che invitano il calciatore infortunato, ricoverato a Piario, a non mollare e a tornare a correre, il rossonero ha risposto con un eloquente «Potete dirlo forte».
È la reazione, sportiva, che tutti si attendono.

Autore: 

Giambattista Gherardi

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